Chirurgia estetica mucogengivale

Trattamento delle recessioni gengivali: chirurgia estetica mucogengivale

In seguito a traumi o ad una tecnica di spazzolamento troppo aggressiva si può verificare la contrazione apicale della gengiva con conseguente esposizione radicolare.
La radice dentale esposta, oltre a provocare uno sgradevole effetto discromico per il suo colore più “giallo” rispetto allo smalto della corona, e ad una percezione di dente “allungato”, porta nella gran parte dei casi ad una ipersensibilità al caldo e al freddo, e ad un aumento della cariorecettività, ovvero della possibilità di sviluppare carie sul dente interessato dalla recessione.
La contrazione apicale della gengiva provoca inoltre la perdita del tessuto cheratinizzato indispensabile per una corretta igiene orale.

 

Cosa si può fare?

Nella maggior parte dei casi possiamo risolvere il problema chirurgicamente con il riposizionamento coronale dei tessuti molli che circondano il dente. In pratica la gengiva e la mucosa alveolare vengono spostate in modo da ricoprire per intero la recessione.
Solo nei casi più avanzati, quando la perdita di tessuto cheratinizzato intorno al dente è stata completa, si ricorre ad un piccolo prelievo di connettivo dalla fibromucosa palatina che verrà posizionato nella zona della recessione.

 

E’ doloroso l’intervento?

No; l’intervento viene eseguito in anestesia locale. A volte si verifica un discreto gonfiore nella zona operata 
che regredisce spontaneamente nell’arco di una settimana.

Il protocollo farmacologico prevede solo l’assunzione di antinfiammatori per una settimana, e colluttori a base di clorexidina allo 0,2% fino a guarigione avvenuta. I punti vengono rimossi dopo 14 giorni.  
Il paziente riprenderà a spazzolare delicatamente la zona operata con spazzolini morbidi dopo tre settimane dall’intervento. Dopo tre mesi ritornerà a spazzolare normalmente